Due donne che vogliono partire, la notte che non passa, una valigia da chiudere o bruciare, figure che non si vedono ma presenti in ogni respiro.
Non è un thriller. È un gioco sporco tra amore, violenza e aria rarefatta.
Thelma e Louise è il tentativo disperato e romantico di fermare il tempo un minuto prima del disastro. Un gioco a due, senza regole, senza fiato. Una fuga impossibile da chi sei, quando sei è l’unica persona che ti resta accanto. È il tempo che si stringe. È un corpo che cambia. È l’ultima possibilità di scegliere prima che il passato lo faccia al posto tuo.
Se hai il coraggio di guardare, loro ti faranno vedere. Tutto.
Due donne e un passato che trema. Non è un racconto. È pressione. Fino al buio.
La notte che si ostina a non finire. Dentro un diner dimenticato, due donne lottano per chiudere una valigia. Ma ogni oggetto è un graffio, un fantasma, una colpa che si finge ricordo. Fuori qualcuno bussa, forse è il passato che cambia forma.
L’aria si fa necessaria, le risate scricchiolano. E quando la fuga sembra possibile, il corpo inizia a cambiare. È una storia di libertà, di pressione, di figure tossiche che appaiono in ogni battuta. Una scelta da fare col cuore sottovuoto e il fegato saldo. Nessuno sparo, nessun inseguimento, solo due donne che non riescono a lasciarsi e che forse, per riuscirci, dovranno uccidere tutto il resto, e rimanere in vita per scommessa.
di Alessandro Carvaruso
regia Filippo D’Alessio
con Maddalena Emanuela Rizzi e Alessandra De Pascalis
scenografie Tiziano Fario
costumi Alessandra Mene’
produzione Seven Cults



