17 febbraio 1600. Roma.
Nel carcere romano di Tor di Nona, dove sta per essere prelevato il filosofo Giordano Bruno, diretto al rogo allestito in piazza Campo dei Fiori, è ancora notte fonda, quando si presenta un ignoto visitatore incappucciato. Bruno scopre che si tratta del cardinale Roberto Bellarmino, suo accanito persecutore, che ha deciso di dargli un’ultima chance: se sarà disposto ad abiurare ad almeno otto delle tredici tesi di eresia di cui è stato riconosciuto colpevole, il Nolano avrà salva la vita.
Avrà l’ergastolo, ma almeno non sarà bruciato vivo.
Bellarmino cerca di fare capire a Bruno, per il quale ha una profonda stima intellettuale, che una sua abiura potrebbe fare del bene sia a lui, perché gli eviterebbe di andare arrosto, sia al Vaticano, che ne guadagnerebbe enormemente in immagine. Se l’eretico impenitente più famoso d’Europa fosse disposto a ritrattare le sue tesi, la notizia farebbe il giro del mondo.
Bruno lo sa, l’ha sempre saputo, e così riapre la trattativa con il cardinale: vuole sapere che vantaggi potrà averne, oltre che la vita salva. E ad ogni concessione del cardinale, il filosofo alza sempre di più l’asticella dei suoi desiderata, come contropartita. Intuendo quanto sia importante per il cardinale uscire da lì con un successo, Bruno tira la corda fino all’inverosimile.
Il dialogo si trasforma pian piano in uno scontro totale tra un grande teologo, onesto servitore del papato, e un grande filosofo mordace, caustico, provocatorio, coltissimo, che ha il difetto di non voler aderire alla narrazione mainstream che il Sant’Uffizio pretende, da lui come da chiunque altro.
Per il Vaticano, la Pluralità dei Mondi, la teoria Copernicana, il rifiuto dei Dogmi, e tutto quello in cui crede Bruno sono solo delle fake news.
scritto e diretto da Stefano Reali
con Stefano Messina, Giulia Ricciardi
scenografie Carlo De Marino
costumi Laura De Navasques
musiche Stefano Reali
Produzione Virginy L’Isola Trovata



