Racconta l’incontro di sei pellegrini che, senza volerlo, diventano un gruppo, non per scelta, ma perché il Cammino li avvicina ogni volta che la vita li incrina un po’.
Francesca parte con un ukulele, uno zaino troppo pieno e una promessa. Paolo la affianca con un’ironia pungente e protettiva. Diego avanza in bilico tra fede e inquietudine e Lyubov corre per non lasciarsi cadere addosso ciò che pesa. Diana procede come un animale, ad intuito, invece Olivia misura tutto, finché non impara a fidarsi dell’incertezza.
Tra boschi, mesetas e mille frecce gialle, questi sei sconosciuti scoprono che condividere un passo non significa capirsi, basta esserci anche solo per un tratto. E quando la notte li raccoglie sotto lo stesso cielo, ognuno vede nell’altro qualcosa che non riusciva a vedere da solo, la parte fragile che chiede tempo, la parte forte che chiede libertà, fino a quando
ognuno trova nello sguardo dell’altro qualcosa che non sapeva di star portando con sé, forza e fragilità.
Perché in fondo Santiago non è una meta: è il Cammino, il luogo dove impari a lasciare andare, a restare quando serve, a ripartire quando puoi e accetti che alcune domande cammineranno per sempre con te.
Santiago Reset è questo: un passo che non arriva da nessuna parte, ma apre alla possibilità di ricominciare.



