Nel 1571, Miguel de Cervantes era un giovane marinaio della flotta Spagnola in guerra contro gli Arabi. Mutilato di una mano a Lepanto, Cervantes combattè in tutto il Mediterraneo orientale, prima di finire schiavo dei Turchi, ad Algeri.
Ed è qui, nei suoi anni di prigionia, che il futuro autore del Don Chisciotte affrontò il problema della tolleranza razziale e religiosa, e cominciò a chiedersi se fosse possibile che etnìe diverse, falciate da secoli di scontri sanguinosi, potessero vivere in pace tra loro.
Nello stesso periodo, a migliaia di miglia di distanza, William Shakespeare, o chiunque firmasse con quel nome i suoi capolavori, si poneva le stesse domande.
I due Grandi Narratori si erano resi conto che il problema non era religioso, ma politico: quando è che i Governi hanno iniziato a mentire ai loro popoli, rendendo impossibile la pace tra etnie diverse?
E quanto, inconsapevolmente, tutti noi stiamo ancora pagando i quattro secoli di propaganda che ci è stata propinata fino ad oggi?
Questo spettacolo è una cavalcata ironica, sorprendente e a tratti drammatica, su una sequenza di Inganni talmente atroci, che è difficile credere che siano effettivamente accaduti.
E continuino ad accadere.
scritto ed interpretato da Stefano Reali
elementi scenici di Carlo De Marino
costumi di Laura De Navasques
produzione Good Mood Produzioni



