Nel crudele gioco di un confronto storico e sentimentale ambientato su un ring da combattimento, due grandi Regine si affrontano: Elizabeth Tudor e Mary Stuart. Due personaggi metafora di due opposti modi di “sentire”. Elizabeth, costretta ad abbracciare il significato politico della parola Amore per il proprio popolo, appare denudata di ogni sessualità fino all’androginia: “Per questo Amore donato per anni, io non sono più figlia e non sono stata né madre né moglie. E non sono più Donna! Io sono soltanto Elizabeth, un simulacro.” Mary, al contrario, è l’esaltazione della libera sessualità fino al sacrificio e alla rovina tanto da sommare, nella nostra narrazione, il maschile e il femminile in un’alternanza di ambiguità: “Il letto l’ho condiviso con chi amavo e fra le lenzuola ho dato il meglio di me!” L’aspetto grottesco si evidenzia nella drammaticità di un confronto nel quale ognuna oppone all’altra la propria specificità in un susseguirsi di toni lirici ma anche di acuti lazzi. Un dialogo vivace, un duello dal ritmo contemporaneo, spietato e ironico. Fino al raggiungimento dell’acme in un finale rivelatore, quando le due Regine si mostreranno senza quelle maschere che il Tempo e la Storia hanno voluto imporre loro per “inscatolarle” nei ruoli di Carnefice e Vittima designata.
“Le parti della commedia che scriviamo nella mente, spesso, non sono quelle che si muovono sulla scena”
di Roberto Russo
con Gianni De Feo e Bruno Petrosino
regia Gianni De Feo
musiche e arrangiamenti Sergio Colicchio
costumi Janni Altamura – scenografia Roberto Rinaldi
voce arbitro Jay Paul Bullard – valletto di scena Letizia Nicolais
aiuto regia Alessandra Ferro – assistente alla regia Letizia Nicolais
disegno luci Gloria Mancuso – maschere Roberto Rinaldi
scenotecnica Marco Palladini – foto e grafica Manuela Giusto
Produzione Florian Metateatro



