La divina Sarah

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Giovedì 12 aprile 2018 ore 10.30

La divina Sarah

da “Memoir“ di John Murrell adattamento di Eric-Emmanuel Schmitt
con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacciregia Marco Carniti scenografia Francesco Scandale
costumi Maria Filippimusiche Paolo Daniele
luci Marco Carniti

Genere: Commedia 
Età consigliata: a partire dai 13 anni
Spunti didattici: Studio biografico sul personaggio storico Sarah Bernhardt. Storia del teatro e del cinema al femminile

La divina Sarah

La Divina Sarah è un atto d’amore per una diva immortale del teatro. Sarah Bernhardt. Una donna che con la sua arte e le sue stravaganze ha costruito il primo esempio di divismo della storia dello spettacolo al femminile. Una rivoluzionaria anticonformista che per prima si impose sulla scena mondiale in abiti maschili. Un mito vivente che riscrive il suo tumultuoso percorso di vita sulla pelle dello segretario-schiavo, con il quale si instaura un divertente e surreale  rapporto  sadomasochistico. Una partita a due dove è protagonista il gioco degli attori, grazie al tono ironico rapido e cinico delle battute e al continuo entrare e uscire dalla finzione teatrale. Un testo poetico e crepuscolare e un inno alla vita. L’Arte, motore della vita. Sarah Bernhardt al tramonto di una carriera planetaria entra in un pessimismo cosmico, faustiano. Un amaro bilancio del suo privato fa sanguinare ferite mai rimarginate. Una ambigua seduta psicanalitica nella quale Sarah Bernhardt, regista di se  stessa  vuole far riapparire , attraverso un improvvisato  laboratorio  teatrale, i protagonisti della sua vita, per rivelarci l’origine della sua disperazione come essere umano. Un’ auto-analisi spietata dei suoi rapporti personali e l’urgenza di dire quello che non era mai riuscita a dire. Il baratro del passato e la fragilità dell’essere di fronte alle scoperte del nuovo secolo.La ricostruzione dei “memorie” sono la possibilità per rilasciare un’autodifesa come ultima testimonianza, rivendicando un diritto concesso a tutti quindi anche all’artista: il diritto all’odio.

Un testo sarcastico dove il comico e il drammatico di alternano per la costruzione di una grande personalità d’artista. E ne svela l’umano che si nasconde dietro la maschera, la ferita che sta dietro ad ogni arte e di cui ogni arte si nutre. Una Sarah Bernhardt messa a nudo. Iconica, grottesca, esasperata e disperata di fronte a quello che per lei non dovrebbe mai arrivare: la parola fine.

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